Storia della Mozzarella

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La Mozzarella è uno degli alimenti più iconici della cultura gastronomica italiana.  

Famosa in tutto il mondo per la sua consistenza elastica, il colore bianco e la sua inconfondibile “occhiatura”, ovvero la lacrima di siero che ci indica la correttezza del procedimento di produzione.

Le sue origini si perdono nel tempo e sono legate a una storia antica che ebbe origine nel Medioevo, nell'Italia meridionale.

Secondo l’agronomo Ottavio Salvadori Del Prato, autore di un fondamentale “Trattato di tecnologia casearia” la sua nascita sarebbe legata all’ “Esigenza di trasformare il latte in cattive condizioni di conservazione. Attraverso la filatura a caldo, infatti, si ridurrebbe l’acidità”. Con questo procedimento, una piccola quantità di cagliata, portata ad elevata temperatura, poteva essere tirata in filamenti continui di lunghezza anche superiori al metro. Il termine mozzarella, infatti, deriva da “mozzare”, ovvero tagliare la pasta filata nei tipici ovuli delle dimensioni volute.

In effetti, in passato le difficoltà di conservazione del latte fresco ne rendevano alquanto difficile il consumo continuato nel tempo, per questo motivo si capì che era più facile e funzionale la trasformazione del latte in formaggio.

Il nome “mozzarella” lo troviamo per la prima volta nel 1570, quando Bartolomeo Scappi, cuoco di Papa Pio V, annota sul suo ricettario, il termine mozzarella, nell’elenco dei formaggi comunemente serviti nella mensa papale.

In quel periodo la mozzarella divenne un prodotto esclusivo e nobile e quindi un dono solamente per Monaci, Altolocato Papale e Nobili.

Data di pubblicazione 14/06/2021
Ultimo aggiornamento 14/06/2021

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