Alla scoperta del burro

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Il burro è un latticino che si ottiene dalla lavorazione della crema di latte, ovvero dalla panna. Viene solitamente preparato con il latte di vacca, anche se localmente lo si può trovare prodotto con latte di bufala o di pecora.

La storia del burro ha origine fin dall’antichità. Citato anche nell’Antico Testamento, Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia (Libro XXVIII), afferma che dal latte si ricavava il burro e che questo era l’alimento più raffinato dei popoli barbari: un prodotto alimentare considerato un condimento di lusso dei popoli settentrionali, definiti barbari, che si contrapponeva all’olio d’oliva utilizzato ampiamente dai Romani e dai Greci.

Sappiamo che in antichità il burro non aveva un uso esclusivamente culinario, ma veniva utilizzato per tanti scopi diversi.

Gli antichi Romani, per esempio, lo utilizzavano in cosmesi, ma anche per curare malattie degli occhi e della pelle, come ottimo unguento curativo. In Scozia e nell'Inghilterra del Nord, invece, il burro veniva usato per spalmare le navi e per alimentare le lampade.

Nel XIX secolo si registra una vera e propria svolta nella produzione del burro. Infatti, si iniziò a produrre il burro a livello industriale, grazie al separatore inventato dal tedesco Wilhelm Le Feldt nel 1872, che grazie alla centrifuga riuscì a scremare il latte in modo meccanico.

Prima di quel momento, il burro veniva prodotto a mano con un apposito supporto denominato “zangola”, un recipiente di legno a forma tronco- cilindrica, che veniva utilizzato per sbattere la panna e trasformarla in burro.

Fino alla metà del secolo scorso, la zangola era ancora particolarmente diffusa nelle cascine agricole dell’Italia settentrionale.

Data di pubblicazione 21/06/2021
Ultimo aggiornamento 21/06/2021

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